Ho imparato così tanto da voi uomini...Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. [Gabriel Garcìa Màrquez]

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sabato 25 agosto 2012

TRIVELLE D'ITALIA, CERTE NOTIZIE VANNO SCAVATE A FONDO

Ebbene si, alla fine ho deciso di scrivere qualcosa dopo la presentazione del libro "Trivelle d'Italia" dell'amico Pietro Dommarco (Altreconomia edizioni) che si è tenuta lo scorso 21 agosto ad Atella (Pz), una piccola cittadina alle porte del Vulture.

Prima di tutto, per me è stata sicuramente un occasione d'oro per farmi conoscere meglio, visto che ad Atella ci lavoro. Un paese strano, Atella, un paese dove in questi anni mi è successo l'inverosimile, un paese dalle mille contraddizioni. 
Sedere tra i relatori, in quel posto - per me un posto di "penitenza" in virtù delle poco chiare condizioni lavorative - è stato motivo di grande soddisfazione, io che sono abituato ad adattarmi, io che cerco nel mio piccolo di essere umile e disponibile con tutti, a patto che non scopro pugnalatori di mestiere. Ma questa è un'altra storia.

Insomma, quel 21 agosto lo ricorderò per sempre.

Dicevo, quindi, che in quella presentazione ero tra i relatori assieme ad Angelo Petrino (associazione "gap-idee in divergenza" di Atella), al moderatore Lorenzo Lupo (presidente del circolo culturale "La Torre" di Atella), e all'autore del testo Pietro Dommarco.
In sala una cinquantina di persone, più o meno, di varia "natura", ma nessun amministratore locale (a parte i soliti informatori-spioni o presunti "mazzieri").

Ma ora vorrei parlare del libro, di quello che ho cercato di dire per dare notizie in più in una realtà difficile, come quella di Atella, in cui il fenomeno dell'alcolismo (associato ad un grande disagio sociale) lo vedi ad occhi nudi, come in molti altri piccoli e medi centri del Vulture, e non solo.

Parlare di cultura, anche se questa volta di nicchia (petrolio e affini) fa sempre bene. Ecco perchè il libro di Pietro ad Atella, secondo il mio punto di vista, è stata una grande occasione per informarsi, confrontarsi, riflettere seriamente su quanto sta accadendo in materia mineraria nella nostra Italia e nella nostra piccola e "povera" Basilicata.

Trivelle d'Italia per me è un insieme di "keywords" (parole chiave) in cui trovi storie e analisi puntuali che ti fanno riflettere: la saggezza del topolino, estrarre petrolio costa meno di un vasetto di yogurt, Sicilia bedda, "sentieri" mortali, le giubbe rosse...e così via. Finestre aperte ad una discussione reale e non fantastica, anche da un punto di vista sociologico: di come cambiano i territori, di come cambiamo per via del Re Fossile.
Questo libro per me deve essere una sorta di apripista, un sentiero da tracciare, un opera non esaustiva perchè sul petrolio ci sarebbe tanto da scrivere. Poi, se qualcuno si permette di blaterare che questo libro è copiato, allora significa due cose: 1. il libro non l'ha letto; 2. pura gelosia associata alla smania di protagonismo. Già. Chi legge capirà.


Trivelle d'Italia è quindi un'opera "incompiuta", ma questo l'autore lo sa. Traccia argomenti, gli approfondisce intelligentemente, ma lascia spazio ad altre scritture, future. Pietro racconta storie di rifiuti petroliferi, di royalties, di benzina, di inquinamento delle matrici ambientali, di off-shore, dell'hub energetico e della nuova frontiera dello "Shale-Gas". Tutti argomenti trattati e descritti con somma conoscenza dei fatti, perchè Pietro è anche un'attivista militante impegnato da sempre. 

Questo libro è da tenere nella propria libreria, con gelosia, consultarlo periodicamente per costruirsi una base culturale solida, prima di avventurarsi in tematiche così difficili e impegnative come il petrolio nostrano. 

Concludo ringraziando Alessandro Pietropinto, le due associazioni organizzatrici dell'evento, e quei cittadini che hanno dedicato due ore del proprio tempo ad ascoltarci. Chiaramente un sentito grazie a Pietro Dommarco che ha creduto in me.


Trivelle d'Italia di Pietro Dommarco (Altreconomia edizioni)


p.s. questo, è il post n. 300 da quando ho aperto il blog.

giovedì 9 agosto 2012

BLACK ARTIC & PERTUSILLO LAKE

Black Artic

La firmai, quella petizione internazionale lanciata da Greenpeace per salvare l'Artico dalle trivelle. Si chiamava Save the Artic ed è tutt'ora attiva. Firmatela...

Quando nel 2010 la BP - scrive Greenpeace - riversò 4,9 milioni di barili nel Golfo del Messico tutto il mondo seguì quel tragico disastro ambientale.
L'industria petrolifera russa estrae 30 milioni di barili l'anno on-shore - sette volte in più quelli che vennero persi nel disastro della piattaforma Deepwater Horizon - spesso sotto un velo di segretezza e corruzione. Ma quello che emerge da un rapporto di Greenpeace è che ogni 18 mesi vengono dispersi 4 milioni di barili di petrolio nel Mare glaciale Artico creando molti problemi.
La denuncia di Greenpeace International è pesante. In tre giorni una spedizione ha perlustrato vaste aree subartiche, ed in particolare la regione del Komi, distretto minerario di compagnie petrolifere russe. 
La più grande associazione ambientalista al mondo ha geo-localizzato 14 siti "oil spill" in cui sono evidenti le dispersioni di petrolio nell'ambiente. Un disastro sottaciuto rispetto al disastro "spettacolarizzato" della piattaforma Deepwater Horizon della BP.

Mi fermo un attimo, dopo aver osservato quelle foto: petrolio che fuoriesce dai pozzi produttivi, petrolio nei fiumi, petrolio nei ghiacci, petrolio ovunque. Un disastro.
E pensare che il Polo Nord si sta sciogliendo...

Pertusillo Lake

Niente a confronto con le regioni subartiche del Polo Nord, ma è pur sempre uno specchio d'acqua sotto tutela, sia dal punto di vista del Piano di Tutela delle Acque che della Rete Natura 2000. Parlo del lago, dell'invaso del Pertusillo. 
Siamo in Basilicata, nel sud della penisola italica, in cui sbarcarono i greci e dopo i petrolieri.
Quello specchio d'acqua è minacciato dalle attività minerarie che vogliono raddoppiare: estrarre il doppio che significherebbe inquinamento da elevare al quadrato.
Quel lago è inquinato, un fatto ormai accertato. Le fonti di inquinamento sono i pozzi di petrolio, situati a monte, lungo torrenti, all'interno del delicato reticolo idrografico.
Sabato 11 agosto 2012 (ore 19,00) proprio su quel lago, è prevista una catena umana in occasione della 3^ edizione del Pertusillo Lake Concert, organizzata da Pro Vita Sana di Spinoso e il sostegno del Movimento No Scorie Trisaia. L'obiettivo dell'iniziativa, preservare il bene acqua, il vero petrolio per i lucani e tutti quegli esseri viventi che rischiano di vederla contaminata e compromessa. 

Dall'Artico al Pertusillo, con puntuale riflessione.