Ho imparato così tanto da voi uomini...Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. [Gabriel Garcìa Màrquez]

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

domenica 8 luglio 2012

L'ULTIMA ORA

E' notte, dal boschetto spuntano folletti in cerca di refrigerio, in fila, uno per uno ordinati con giacca e cravatta. Dietro una siepe si sente un gemito, strano, fuori dal normale. Mi fermo, prendo una candela, l'accendo. Mi dirigo verso la siepe, scruto, in una notte in cui la luna splende quasi a voler richiamare gli spiriti del bosco. Il gemito smette il suo tormento, è calma apparente. Ad un tratto si sente un ringhio, forte, tenebroso, poi il nulla.
Oltre la siepe un folletto, ferito, arrabbiato, inerme quasi a morire. Porgo la mia mano, l'afferra e rivolgendosi a me sussurra con fatica: "Tu non sai quello che sta per accadere...". Un brivido gelido mi sale alla testa, il mio cuore si ferma. Collasso, ho la schiuma alla bocca. Il folletto lancia una risata diabolica, lui moribondo che attende la sua ultima ora.
Ad un tratto sento un forte odore di zolfo, è veramente forte. Svengo.
Rimango privo di coscienza per un ora. E' quasi l'alba, è fresco, sento la brezza mattutina che accompagna i cinguettii degli uccelli di bosco. Il folletto non c'è più, la siepe è li stanziale con le sue bacche, le foglie ricoperte di gelida brina.
L'ultima ora è terminata.

Nessun commento: