Ho imparato così tanto da voi uomini...Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. [Gabriel Garcìa Màrquez]

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venerdì 24 settembre 2010

BRADANO FOREDEEP, IL POZZO MUSACCHIO 001

Seconda puntata della serie "Bradano Foredeep", la storia dei pozzi perforati dall'Agip nell'avanfossa bradanica tra gli anni '60 e '80, oggi di interesse da parte della società texana Aleanna Resources LLC.
Il pozzo Musacchio 001 fu realizzato dall'Agip nel luglio 1983, a poche centinaia di metri dal centro abitato di Banzi (Pz), nell'ambito del permesso di ricerca "Genzano di Lucania". L'UNMIG, (l'Ufficio nazionale Minerario e delle Georisorse del Ministero dello Sviluppo Economico) nell'archivio storico, classifica questo pozzo "esplorativo" con esito "sterile".
Con un profondità di 2886 mt e una litologia costituita prevalentemente da argille fino ad una profondità di circa 1800 mt; marne, calcari e brecce fino a 2100 mt circa; calcari fino alla massima profondità perforanta: il pozzo Musacchio 001 non fu sottoposto ad alcuna prova di produzione.
Le uniche manifestazioni si ebbero a gas (non meglio specificato, ma che dalla legenda del profilo risulta essere anidride carbonica) ad una profondità tra 1838 e 1886 mt (dalle note del profilo del pozzo si parla di 1 - 2 % di gas), manifestazioni di olio bituminoso in n. 3 carote di fondo tra i 2420 e 2450 mt.
Ma passiamo a quelle che sono state le operazioni di trivellazione vere e proprie per i 2886 mt, appunto.
Fanghi di perforazione tipo AR, LS e BS, con densità da 1110 a 1190 g/l; operazioni Schlumberger ISF-SLS-SP da 299,50 a 2886,50 mt, LDL-CNL-GR-C da 299,50 a 2887 mt, DLL-MSFL-GR da 1887 a 2447 mt, Sonic Waveform da 1887 a 2442 mt, HDT da 299,50 a 2887,50 mt. Queste le operazioni effettuate da parte della Schlumberger che possiamo solo leggere in "sigle" coperte dal segreto industriale. Da segnalare, invece, la prova di acidificazione tra i 2401 e 2408,80 mt con 10 mc di soluzione acida con HCI (acido cloridico utilizzato come reagente) al 28%. Per quanto attiene le operazioni di perforazione delle colonne stratigrafiche, tra i 2401 e i 2408,80 mt sono state utilizzate 101 cariche "Hyperjet" contenenti esplosivo HMX prodotte dalla Schlumberger Perforating & Testing Center - Rosharon - Texas (USA).
Il pozzo venne definitivamente "abbandonato" e quindi chiuso nel novembre del 1983.

Fonte: UNMIG

sabato 18 settembre 2010

IL MANAGEMENT DEI TRE TRE

Prima di continuare l'avventura "Bradano Foredeep", alias Avanfossa Bradanica sotto l'occhio ciclopico dei texani, vorrei a titolo informativo presentarvi il Management della Aleanna Resources LLC. Ricordo che, la sede principale ora è a Sant'Antonio sempre nel Texas, mentre quella italiana è a Matera, la città dei Sassi e sempre in Italia.
Era diverso tempo che monitoravo il loro sito web, perchè anche loro minitorano il mio blog, e noto con piacere che finalmente qualche informazione in più si trova navigando nelle loro pagine. La cosa che appare subito all'attenzione mia e vostra è un enorme banner in cui scorrono immagini a sequenza con tanto di pozzi, una mappa in cui sono localizzate le aree di interesse della società.
Nella home page di presentazione è scritto: "AleAnna ha cura delle proprie relazioni sul territorio e si propone di costruire una presenza a lungo termine in Italia attraverso l'esplorazione e la produzione di idrocarburi, utilizzando le tecnologie disponibili più nuove, più sicure e più rispettose dell'ambiente." Chissà se i "tre tre" del Management, due donne e un uomo, Anca A. Landwer, Elizabeth J. Cantrell, Ted Wooten, conoscono che in Italia dal 1895 al 2010 sono stati perforati 6977 pozzi. Forse per loro non sono tanti, perchè proprio in Texas nelle contee di Tarrant e Johnson ad oggi sono stati trivellati 3500 pozzi. E' chiaro però che non possiamo fare paragoni proprio per vastità di territori, morfologia, sismicità, orografia. Sia chiaro però che la porcheria che quelle due contee hanno dovuto sopportare non è accettabile, visti i fenomeni di "Fracking" che Josh Fox ci racconta nel suo film documentario "Gasland".
Ma torniamo ai "tre tre" che vorrebbero spertugiare nuovamente il Vulture-Alto Bradano
con il permesso "Palazzo San Gervasio" - negli anni scorsi ci ha pensato l'Agip!
Mi consentirà l'avv. Turco, così affezionato alla Lucania, se prendo in prestito e catturo la pagina con le tre foto e descrizione del presidente e membri del consiglio di amministrazione della Aleanna Resources LLC.
Occhio a Mr. Ted, presidente della Saxon Oil, e ai suoi trascorsi con la Dowel - Schlumberger e l'Hulliburton International Inc.

giovedì 16 settembre 2010

BRADANO FOREDEEP, IL POZZO CALVINO 001

I texani rinunciano alla Puglia e puntano sulla Basilicata, una regione sempre più in preda alla schizzofrenia petrolifera e gassifera.

L'Aleanna Resources LLC ha presentato richiesta all'UNMIG (Ufficio Nazionale Minerario del Ministero dello Sviluppo Economico) di riduzione volontaria dell'istanza del permesso di ricerca idrocarburi "Palazzo San Gervasio": in pratica fuori i territori della vicina Puglia.
Sul BUIG n.8 del 31 agosto 2010 è riportata la richiesta di riduzione della suddetta istanza che la società texana ha presentato agli uffici ministeriali lo scorso 20 luglio 2010. Si passa, quindi, dai 561 kmq a 469,90 kmq, tutti in terra lucana. I comuni sono sempre gli stessi, i 13 della prima istanza.

Il progetto "Bradano Foredeep" (Expanding Global Energy Portfolio - Saxon Oil - Aleanna, 2007 ndr) diventa quindi "cosa" lucana con il beneplacito di una buona parte della politica regionale lucana. Nell'incontro del 24 agosto scorso di Potenza, organizzato dai Radicali Italiani, il consigliere regionale dell'Italia dei Valori, Enrico Mazzeo Cicchetti, nel suo intervento dichiarava: "ho posto al Consiglio regionale, e pensando di fare una osservazione ovvia che avrebbe trovato il consenso generale, ho detto: mica pensate veramente di fare estrarre il petrolio nel Vulture? Abbiamo le migliori acque minerali, abbiamo il migliore vino su cui la Regione ha speso miliardi (in vecchie lire) di investimenti, di contributi. Pensavo che tutti dicessero di si, invece ho visto che la maggior parte dei colleghi guardavano dall'altra parte, ho visto come quello che mi ha risposto - si, vabbè, noi non possiamo dare l'opportunità del petrolio solo alla Val d'Agri -" [guarda il servizio a cura Ola Channel].
Parole di pietra, quelle del Consigliere regionale e medico Mazzeo Cicchetti, che lasciano trasparire una volontà bigotta da parte di una classe politica oramai parapetrolifera.

Il pozzo "venosino" Calvino 001
In questo post, che sarà il primo di una serie, cercherò di parlare del pozzo Calvino 001, situato nel territorio di Venosa. Questo pozzo fu realizzato nel 1985 dall'Agip nell'ambito del permesso di ricerca "Ripacandida". Di una profondità di 2.502 mt., l'UNMIG, dal suo elenco storico, classifica questo pozzo come esplorativo con esito sterile.
Tuttavia già negli anni ‘60 e 80′ l’area oggetto dell’istanza fu interessata da una intensa attività di ricerca di idrocarburi da parte dell’Agip e altre società, ma le attività di ricerca risalivano già agli anni ‘30 con i primi sondaggi tra il 1937-1943 che solo dopo gli anni ‘50 si realizzarono con indagini sismiche a riflessione e rifrazione (fonte: Agip). Dallo studio screening della Aleanna Resources LLC presentato agli uffici competenti della Regione Basilicata, emerge che la zona è interessata da 15 pozzi esistenti classificati dall'UNMIG esplorativi e sterili con una profondità media di 2.000 mt.
Ma torniamo al pozzo Calvino 001. Analizzando il profilo finale del suddetto pozzo - grazie alla disponibilità della relativa scheda pubblica (sito web UNMIG) emerge come il "cuttings" indichi la presenza di argille sino ad una profondità di circa 800 mt., profondità dove comincia a manifestarsi CO2 (anidride carbonica). Ad una profondità di 1400 mt. circa ancora anidride carbonica, con un "cuttings" di argille e sabbie. Solo dopo che la trivella perforante, aiutata da fanghi tipo AR, LS, BS, con una densità dai 1100 g/l a 1290 g/l, e grazie alle operazioni Schlumberger, alle 702 cariche "esplosive" Densijet di cui 52 ampliate con fucile Unijet, alle 286 cariche HPJ, a circa 2000 mt. - dopo aver attraversato formazioni geologiche più o meno complesse - si manifestano "spalmature bituminose" nelle fratture, tracce di olio denso, odore di H2S (Idrogeno Solforato).
Niente gas, misere tracce di olio denso, con esiti rinvenenti dalle prove di produzione che parlano di acqua salata e anidride carbonica.
Tanta fatica per niente da parte dell'Agip e compagnia per il pozzo Calvino 001. Ma se al niente dal punto di vista dell'esito, aggiungiamo tutte le operazioni di sismica riconoscitiva e la propedeutica ricerca e prove di produzione, annoverando cariche esplosive, fanghi di perforazione, "Bridge Plugs" (le punte perforanti), ciò significa che l'area in oggetto potrebbe aver subito un'alterazione e quindi effetti collaterali diffusi proprio a causa dell'ultilizzo di queste tecniche e sostanze che godono del segreto industriale.

Era il 1986 quando il pozzo venne tappato definitivamente, io avevo solo 13 anni...


Fonti: UNMIG

martedì 14 settembre 2010

LA DIVINITA' MI PARLA

E' tardi, fuori è umido, il gatto reclama alla porta. La mia tastiera trascina le mie parole dentro interstizi di pensieri. Celebrare la vita, la lotta. "Einaudi..poi..è un angelo che suona", me lo ha scritto lei, questa notte tarda.
Un video che rappresenta il mio momento attuale, con musica, vita e danza. La danza, come quella del Lupo, lo spirito buono delle foreste. La Divinità mi parla, le montagne anche.



Fotografia di Mimmo Corrado
Musiche di Ludovico Einaudi


giovedì 9 settembre 2010

FRACKING E GOBBE LUCANE

* La Basilicata con 78 pozzi produttivi perforati in concessioni vigenti, 9 centri di raccolta e trattamento, su un totale di 471 pozzi (270 in provincia di Matera e 201 in provincia di Potenza) è la regione italiana che produce il 90% del petrolio estratto in Italia che rappresenta il 6% del fabbisogno annuo di greggio.

Con un gettito di royalties pari 65 milioni di euro circa (anno 2010), la Basilicata incassa il 73% del gettito nazionale e rappresenta il distretto petrolifero e gassifero più importante d'Italia e d'Europa. Petrolio e ricchezza non sono però un'equazione scontata che farebbero pensare ad uno stile di vita modello Emirati Arabi Uniti, ma è una equivalenza direttamente proporzionale ai cosiddetti effetti collaterali derivanti dalle attività di ricerca, estrazione e trattamento....

Per leggere tutto l'articolo: www.pandosia.org

*scritto per Pandosia.org

giovedì 2 settembre 2010

COME IL MARTIN PESCATORE

Ho sognato di volare, di potermi immergermi velocissimo nei fiumi per nutrirmi di quei pesci che Gesù Cristo "Pescatore" diceva: "moltiplicatevi!".
E' il Martin Pescatore, l'uccello acquatico di variopinti colori, col lungo beccuccio, che staziona. Come una sentinella dà un tocco di colore in più ai fiori su cui posa la sua piccola stazza
. Vivere in armonia con la natura, questo chiedo a me stesso. Essere l'ultima cosa importante di ciò che mi circorda: dopo l'aria, l'acqua, la terra, la madre di ogni cosa che vita ci pone senza che io possa chiedere nulla in cambio. Vorrei essere un "quamiris", una persona che vive bene, in armonia con il creato, essere il Martin Pescatore di quel fiume che vorrei trasportasse acque pure, non inquinate di falsi moralismi, acqua che desidererei bere e usare per preparare il mio caffè tostato comprato in Patagonia. Invece vedo e osservo niente di quanto vorrei. Le acque dei "miei" fiumi sono acque morte di grande dolore, dove una mucca ne beve la sua contaminazione, effetto di un modello sociale errato, che l'uomo dei giorni nostri coltiva senza alcun rispetto, senza alcuna pietà per quel bene comune: una sacralità da preservare dentro le nostre coscienze.
Quel Martin Pescatore che vorrei essere in una "ñandereko" (vita armoniosa) tra cielo, terra e acqua, per essere solo me stesso, vivere in una terra senza male, dove l'unico cammino possibile è il rispetto per ogni cosa vivente, anche per le pietre, perchè anch'esse hanno un'anima.