Ho imparato così tanto da voi uomini...Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. [Gabriel Garcìa Màrquez]

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giovedì 26 novembre 2009

ISOLA FENICE

Quattro mesi di lavoro, quattro mesi per mettere su una "perla" di eterna memoria. Ieri è andato in onda su Current Tv (Canale 130 di Sky) l'inchiesta "Rifiuti Connection" di Vanguard, a cura di Pietro Dommarco e Vito Foderà. Quaranta minuti di immagini, testimonianze, voci e sofferenza che traspare dagli occhi di coloro che con coraggio hanno saputo raccontare e dire i sopprusi di questa terra chiamata Basilicata.
Chi ha visto questa inchiesta non poteva trattenere un filo di emozione alla propria coscienza, seppur sottile, capace di innescare una "rabbia" senza precedenti.
Se penso alla frutta della Val d'Agri, alle verdure della Valle dell'Ofanto irrigate con l'acqua bene comune "privatizzata" dai "maledetti" mercenari dei nostri tempi, acqua priva di tutele, inquinata come le menti di coloro che attraverso il loro silenzio-assenso hanno permesso questo scempio, allora posso categoricamente affermare che viviamo in una regione mafiosa, ove le genti hanno plasmato questo fenomeno pericoloso come i fosfogessi di Tito scalo o come le alte concentrazioni di nickel e mercurio riscontrate nelle falde acquifere di San Nicola di Melfi, ove erge la "potenza energetica" di quel mostro chiamato Fenice.

L'inchiesta "Rifiuti Connection"


martedì 24 novembre 2009

RIFIUTI CONNECTION

INCHIESTE BASILICATA, VANGUARD ITALIA SU RIFIUTI CONNECTION

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - annuncia che mercoledì 25 novembre 2009, alle ore 23:00, andrà in onda su Current Tv (canale 130 di Sky) l'inchiesta Rifiuti Connection, inserita nel programma Vanguard Italia.

Rifiuti Connection - curata da Pietro Dommarco, giornalista freelance e presidente della OLA e Vito Foderà, presentatore di Vanguard Italia - per la prima volta in televisione porterà la questione rifiuti e gli interessi nascosti, proprio come le tonnellate di fanghi industriali e fosfogessi radioattivi interrati nell'ex area industriale di Tito Scalo, a dimostrazione di uno scandalo sotto gli occhi di tutti. Il Vanguard mostrerà falde contaminate e discariche di amianto a cielo aperto, fino alle storie delle vittime dell'asbesto, altra questione irrisolta di portata nazionale.

Tutto questo in un racconto generale della falsa immagine della ?Basilicata isola felice?, dove nel silenzio si nascondono pesanti eredità ed interessi multinazionali legati allo smaltimento dei rifiuti. Un viaggio, dal passato al presente, tra quelle valli (Valle del Basento, Val Camastra, Val d'Agri, Valle dell'Ofanto) che dal sogno di un'industrializzazione chimica e petrolchimica oggi cedono alle mancate bonifiche di due siti d'interesse nazionale (Val Basento e Tito Scalo), all'emigrazione di massa, ai tassi altissimi di inquinamento e alle malattie tumorali.

Un sistema, quello "dei rifiuti connection" - ambientalmente insostenibile per il territorio ed economicamente sostenibile per le lobby e le mafie - che va, appunto dall'ampliamento delle discariche alla contaminazione delle aree industriali, dagli inceneritori camuffati da centrali a biomassa e cementifici al traffico dei rifiuti, nazionale ed anche internazionale.


In occasione dell'uscita dell'inchiesta partirà ufficialmente anche un nuovo progetto giornalistico che prende il nome dall'omonima inchiesta:
www.rifiuticonnection.it, per seguire ed approfondire sistemi ed interessi.

venerdì 13 novembre 2009

CI STANNO UCCIDENDO

"Adda passà a nuttat" dice sempre un mio amico.
Siamo forse giunti al quel "giorno del giudizio" per vedere dietro le sbarre coloro che, in questi anni hanno taciuto sull'inquinamento delle falde acquifere causato dall'inceneritore Fenice-EDF? Voglio, vogliamo vedere in galera coloro che stanno uccidendo le anime e le coscienze dei cittadini residenti nell'area del Vulture-Melfese. Ci stanno uccidendo, da tempo. Ho visto con i miei occhi irrigare campi coltivati, proprio li, a San Nicola di Melfi dove le acque di falda sono inquinate.
Il Comitato Diritto alla Salute di Lavello in questi giorni sta diffondendo un prezioso documento che il Comune di Lavello ha voluto rendere pubblico, a differenza dell'ARPAB, che per bocca del suo Direttore Vincenzo Sigillito, negava conoscienza ai cittadini. Scandaloso, patetico come sono coloro servi di questo sistema, marcio, omertoso, mafioso.
Ecco il testo che ho ritenuto opportuno pubblicare sul mio blog.

I POZZI DELLA MORTE - di Luigi Rizzella

Il Comune di Lavello ci ha inviato i dati relativi al monitoraggio dei 10 pozzi delle falde acquifere di Fenice-EDF, pozzi posizionati nel perimetro dell’inceneritore comunicanti con le falde acquifere sottostanti il territorio di San Nicola di Melfi.

Dalle tabelle dati si evince chiaramente che sin da dicembre del 2007 in tutti i pozzi si trovano alte percentuali di presenze di triclorometano, tricloroetilene, tetracloroetilene, bromodiclorometano e dibromoclorometano e in molti casi (quasi sempre) i limiti fissati dal dlsg 152/2006 vengono di gran lunga superati. Dalle schede chimiche di questi prodotti si evince chiaramente che sono tutti nocivi e possono provocare cancro, sono tossici se inalati, pericolosi per l’ambiente e sono tutti presenti nelle falde acquifere e nei terreni.

Sfogliando le tabelle arriviamo nello specifico e troviamo, sempre in tutti i pozzi, metalli pesanti come cadmio, cromo, rame, nickel, mercurio, piombo e zinco. La cosa che lascia ammutoliti è che si rileva un’elevata presenza di Mercurio e Nickel. ben oltre la norma e riferendoci in particolare a campioni effettuati nel mese di febbraio del 2008, nel pozzo 5 troviamo una quantità di Nikel pari a 1445 ug/l, il valore limite oltre il quali il prodotto diventa pericoloso per l’uomo è di 20 ug/l mentre avvicinandoci di più ai giorni nostri in particolare luglio 2009 sempre nel pozzo 5 il Nickel rilevato era 2195 ug/l (limite 20 ug/l). Stesso discorso dicasi per il Mercurio, dove si rileva un valore di 270 ug/l contro il limite massimo di 1 ug/l 269 volte oltre il limite.

I dati partono da dicembre 2007 e già allora sono stati trovati metalli pesanti in tutti i pozzi. A questo punto dobbiamo chiederci prima del 2007 qual’era la situazione? Da quanto tempo le falde acquifere sono avvelenate? Belle domande peccato che rimarranno senza risposta. Perchè? Ebbene si, perchè dal 2006, tornando indietro nel tempo, non sono stati effettuati campioni o se sono stati effettuati non si sa dove siano andati a finire, quindi non sappiamo assolutamente niente di cosa sia successo negli anni addietro.

In tutta la zona di San Nicola di Melfi ci sono i terreni dei nostri agricoltori dove si coltivano e producono quelle delizie che ci lusingano e ci spingono ad andare a comprare dal parente o conoscente di fiducia in modo da poter dichiarare che mangiamo solo cose sane senza isetticidi e fertilizzanti vari, peccato che siano innaffiate con un pò (e si fa per dire un pò) di Nikel e Mercurio.

Bisogna chiedersi inoltre se sia normale che l’organo preposto a controllare la presenza di inquinamento intorno all’inceneritore sia proprio Fenice-EDF la quale una volta individuato l’inquinamento dovrebbe autodenunciarsi alla Procura e multare! Perchè mai un’azienda come Fenice-EDF dovrebbe spendere tempo e risorse per effettuare controlli seri con la certezza di trovare qualche cosa che esca fuori dai valori standard e che la penalizzi a livello economico?

Per questo dobbiamo batterci per avere una rete di controllo di tutta l’area e parliamo di suolo, sottosuolo e aria che sia autonoma e sopratutto accessibile a chiunque voglia controllare che cosa stiamo respirando, mangiando e bevendo ogni giorno, sarebbe bello che questo avvenisse anche grazie all’ARPAB ente regionale che ha come unico scopo e unica funzione quella di monitorare e controllare l’ambiente cosa che a tutt’oggi risulta non è mai avvenuta.

Comitato Diritto alla Salute di Lavello (Pz)
http://www.comitatosalute.it

giovedì 5 novembre 2009

AMOR DI PATRIA

Dicono che i "Profeti" non sono amati in patria, e che spesso sono costretti ad "emigrare" per potersi esprimere al meglio senza condizionamento alcuno. Non so se è il mio caso, se è una mia pippa mentale, ma certamente quando giro il territorio la gratificazione c'è, cosa che non posso dire per Venosa, la città in cui vivo, dove sono anagraficamente presente.
Lo scorso 11 ottobre ho rappresentato la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) ad un incontro dibattito organizzato dal Comitato Cittadino Contro la Discarica di Genzano di Lucania. In quella cittadina esiste il progetto di ampliamento della vecchia discarica di C.da Mattinella, così come a Venosa è stata autorizzata dalla Regione Basilicata l'ampliamento della discarica di Notarchirico: il monnezzaro di Notarchirico! Qui a Venosa, silenzio assoluto, a parte qualche sporadica presa di posizione di qualche cittadino sensibile alle tematiche ambientali. Venosa sembra una sorta di monastero di monaci ove vige il silenzio, dove si prega chissà quale santo, forse quello "cu u panaridd".
Insomma, a Genzano di Lucania si è costituito un Comitato, organizza inontri, manifestazioni, dissente contro quelle che sono le politiche emergenziali della Regione Basilicata che amplia le discariche, mentre a Venosa calma piatta, con il Sindaco, Avv. Bruno Tamburriello, che per coerenza alla sua campagna elettorale aumenta i costi di conferimento presso la discarica. Nel frattempo ci terremo il monnezzaro per un po di tempo. E proprio per "Amor di Patria" ho deciso di pubblicare per intero quello che ho detto a Genzano di Lucania, con la speranza che anche a Venosa arrivi l'alba di un nuovo giorno.

video

martedì 3 novembre 2009

DISASTRO AMBIENTALE

Delitti di comune pericolo mediante frode. Così è scritto e sancito dal Capo II del Codice penale.
N
el diritto penale italiano, con il termine "delitto" si intende il reato, in genere piùttosto grave, per il quale è previsto da una norma penale una pena detentiva o pecuniaria, nonchè una pena accessoria [fonte: wikipedia].
L'art. 439 del Codice penale è chiaro: avvelenamento di acque o di sostanze alimentari. Ma vediamo cosa dice questo articolo: "chiunque avvelena acque o sostanze destinate all'alimentazione, prima che siano attinte e distribuite per il consumo, è punito con la reclusione non inferiore a quindici anni. Se dal fatto deriva la morte di alcuno, si applica l'ergastolo; e, nel caso di morte di più persone si applica la pena [di morte] dell'ergastolo".

Le Ordinanze n. 3/2009 e n. 4/2009 del Sindaco di Melfi, Alfonso Ernesto Navazio, fanno espressamente divieto di utilizzo a qualsiasi scopo delle acque sotterranee emungibili dai pozzi presenti all'interno del perimetro del sito dell'impianto di termovalorizzazione Fenice, nonchè quelli a valle del sito stesso, e che in considerazione della mancata approvazione del Piano di Caratterizzazione Ambientale da parte della Provincia di Potenza sussistono le condizioni di pericolo per la salute pubblica. Le ordinanze sono datate 14 marzo 2009 e 22 maggio 2009. L'ARPAB, dal canto suo, per diretta del suo Direttore, Vincenzo Sigillito, avrebbe omesso la divulgazione dei dati di sforamento degli inquinanti monitorari: mesi, anni? Fatto grave se consideriamo che il Sindaco di Melfi non è stato informato per tempo, così come prevedono le normative vigenti sul diritto all'informazione ambientale.

La questione dell'inquinamento delle falde acquifere causate dall'inceneritore Fenice è una faccenda esplosa all'inizio dell'anno con la denuncia della OLA e del Comitato cittadino di Melfi "NO Fenice", subito seguita da una capillare opera di denunce con esposti e interrogazioni parlamentari (On. Zamparutti) per mano del Segretario dei Radicali lucani Maurizio Bolognetti. Nel Vulture oltre al comitato "NO Fenice" anche il Comitato Cittadino "Diritto alla Salute" di Lavello e l'associazione "Il Tarlo" di Venosa hanno seguito l'azione di denuncia, unendosi allo sdegno causato dal "bubbone Fenice". La vicenda, dopo il silenzio di qualcuno, è però finita su tutti i giornali, telegiornali; nella mani della Procura della Repubblica di Melfi che indaga dallo scorso marzo.
Oggi su due quotidiani, La Gazzetta di Basilicata e Il Quotidiano, due articoli da dove emergono spunti interessanti sull'evoluzione dell'indagine. Il Pubblico Ministero che sta seguendo l'indagine è Renato Arminio, coadiuvato dalla Polizia Provinciale e da un consulente tecnico, nominato appositamente dal PM: il prof. Francesco Fracassi, ordinario di Chimica all'Università di Bari.
Sembrerebbe che l'ipotesi di reato più accreditata è quella racchiusa nell'art. 439 del Codice penale: avvelenamento di acque o di sostanze alimentari. Ci sarebbero degli indagati.

Il Dossier della OLA: http://www.olambientalista.it/specialefenice.htm

lunedì 2 novembre 2009

CIAO ALDA

Se ne andata, Alda Merini, ci ha lasciato. Le sue poesie restano, come il suo ricordo indelebile che ha attraversato il mio cuore, i nostri cuori. E' volata via come un Albatros, libera nei cieli, via verso mondi celesti.
Ciao Alda, non ti dimenticherò mai.


domenica 1 novembre 2009

SIGILLITO, VATTENE A CASA

In questa regione sono troppi i "pullus gallinaceus", ominidi del tutto a posto, signori dagli anelli al naso con striscia dorata sopra la cresta. Qualcuno potrà pensare che c'è odio nei confronti di questa persona, rispondo assolutamente di no! Anzi, devo dire che Cenzino mi sta pure simpatico quando appare d'inanzi agli schermi del Tg3 di mamma Rai. "Cenzì, sei spettacolare, stupendamente pacioccone, da prenderti a pizzicotti..", altro che odio.
Qualche giorno fa chiamai la redazione de La Nuova del Sud per dissentire i contenuti "trionfalistici" dell'editoriale di Nino Grasso del 28 ottobre 2009, giornalista e opinionista di quel giornale. Ho detto loro di vergognarsi per come si era tentato di minimizzare la vicenda dell'inquinamento delle falde acquifere causate dall'inceneritore Fenice di San Nicola di Melfi, accusando il movimento di terrorismo. Come dire, ho preso il telefono, come dovrebbe fare qualsiasi cittadino, e chiamato per dissentire.
Il Direttore dell'ARPAB è comunque ancora li, a mobbizzare coscienze e popoli da una cultura messa sotto i piedi. Vincenzo Sigillito, una sorta di Orso Yoghi, dirige ancora l'ente regionale che dovrebbe difendere l'ambiente e la salute dei cittadini, mentre egli difende gli interessi di Fenice-EDF, definendo l'inceneritore una risorsa per la nostra regione, così come dichiarava in un articolo de Il Quotidiano del 29 novembre 2008 intitolato "Al via la collaborazione tra Arpab e Fenice".
Tutto tace, tacciono l'assessore all'ambiente Vincenzo Santochirico, il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, l'assessore all'ambiente della Provincia di Potenza Massimo Macchia, il presidente della Provincia di Potenza Piero La Corazza, tacciono tutti, in silenzio, mentre a San Nicola puoi coltivare pomodori, irrigarli, farne la salsa.
Cari signori, voi che siete stati eletti, governatori di una terra di nessuno, ove le ecomafie entrano prepotentemente nella quiete vita di noi uomini inermi, sappiate che ci sono coscienze che non si faranno mai plasmare per un modico piatto di lenticchie, o di cotica e fagioli, quelli li lascio a voi che siete veri intenditori.