Ho imparato così tanto da voi uomini...Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. [Gabriel Garcìa Màrquez]

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domenica 29 giugno 2008

FUGA DA ALCATRAZ

"Tu emigri ed io ti commemoro. Come i caduti in guerra. Come i partigiani."
Pietro Dommarco, Giornalista

Alcatraz, l'isola dei pellicani, tappa obbligata dei cercatori d'oro della California. Lì, intorno al 1850 fu costruito un faro, poi abbatttuto nel 1909 per far posto ad un carcere di massima sicurezza. L'isola dei pellicani viene trasformata in un'area militare di interesse nazionale. Oggi la storia è un'altra, Alcatraz è meta di turisti, una sorta di parco-museo all'aperto.

Basilicata "sexy", l'isola felice, tappa obbligata delle multinazionali cercatrici d'oro, quello nero. Qui svettano le torce ardenti. Qui la Total ipoteca il territorio di Corleto Perticara per 99 anni per costruirci il centro oli, incontra le comunità e apre dialoghi intergenerazionali finalizzati alla salvaguardia della memoria collettiva.
L'isola felice economicamente soft - scriverebbe il mio amico Pietro - non batte ciglio e "pietrifica" la memoria collettiva degli emigranti con un monumento, una sorta di mausoleo in "honoris causa" del lucano in fuga.

Due storie, due concause di estrapolazione transfrontaliere che spogliano il diritto del vivere nella madre terra, nel preservarla da memorie costruite al tavolino.
Alcatraz e Basilicata, così lontane ma vicine da dover fuggire via, da non voltarsi mai indietro per evitare di essere complici di una risorsa, quella che chiamano emigrazione, quella che oggi noi chiamiamo spopolamento.

In alto, il monumento "Ai Lucani nel Mondo".

lunedì 16 giugno 2008

UNA CRISI PER RIPORTARCI ALLA REALTA'

Il 5 giugno 2008 è stato il World Environment Day (Giornata Mondiale per l'Ambiente), evento organizzato dall'UNEP (United Nations Environment Programme).
Il Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon, nel suo messaggio "verde" ha usato parole significative che fanno ben percepire come l'emergenza climatica è una vera minaccia con cui dovremo confrontarci negli anni a seguire.
Ho ritenuto utlile aprire un post per riportare il messaggio del Segretario dell'ONU.

Messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite in occasione della Giornata Mondiale per l'Ambiente (5 giugno 2008)

"La dipendenza è un problema terribile. Ci consuma e ci controlla, ci porta a negare verità importanti e ci impedisce di vedere le conseguenze delle nostre azioni. Il nostro pianeta è in balìa di una pericolosa assuefazione al carbonio.
Carbone e petrolio hanno aperto la strada al progresso industriale del mondo sviluppato. I paesi in rapida crescita si dirigono ora sulla stessa via per raggiungere i medesimi standard di vita. Allo stesso tempo, nei paesi meno evoluti, fonti d’energia ancora meno sostenibili, come il carbon fossile, rimangono l’unica opzione disponibile per chi ha scarsi mezzi economici. La nostra dipendenza dall’energia ricavata dal carbone ha causato un incremento significativo della presenza di gas serra nell’atmosfera. Lo scorso anno, il Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), vincitore del Premio Nobel per la Pace, ha decisamente messo a tacere la voce degli scettici riguardo il surriscaldamento globale. Sappiamo che il cambiamento climatico è in atto e che l’anidride carbonica e altri gas serra che noi emettiamo ne sono la causa. Non ci limitiamo a bruciare carbone nella forma di combustibili fossili. Nelle zone tropicali, foreste intere vengono rase al suolo per ottenere legname e carta, per ricavarne pascoli e aree coltivabili e, in misura sempre maggiore, per piantagioni che vadano a coprire la crescente domanda di biocarburanti. Questa ennesima prova della nostra dipendenza dagli idrocarburi non solo rilascia vasti quantitativi di CO2 ma distrugge inoltre una preziosa risorsa per l’assorbimento del carbonio immesso nell’atmosfera, contribuendo ulteriormente al cambiamento climatico. Le implicazioni ambientali, economiche e politiche del surriscaldamento globale sono profonde. Gli ecosistemi - dalle montagne agli oceani, dai poli ai tropici - stanno subendo rapidi cambiamenti. Città situate a basse altitudini devono fronteggiare inondazioni, terreni fertili si trasformano in deserti e i modelli meteorologici si fanno sempre più imprevedibili. Tutti noi dovremo pagarne il prezzo. I poveri saranno colpiti più duramente dai disastri legati al clima e dall’inflazione galoppante dei prezzi per gli alimenti base, ma anche le nazioni più ricche affrontano la prospettiva della recessione economica nonché un mondo in conflitto a causa del lento estinguersi delle risorse. Attenuare il cambiamento climatico, sradicare la povertà e promuovere la stabilità politica ed economica richiedono la medesima soluzione: dobbiamo sbarazzarci della dipendenza dal carbonio. Questo è il tema della Giornata Mondiale per l’Ambiente 2008. “Cambiamo abitudini! Per un’economia a bassa emissione di carbonio”, identifica la portata nociva della nostra dipendenza e indica la strada da seguire. Spesso c’è bisogno di una crisi per riportarci alla realtà. Con tale emergenza climatica incombente, imprese e governi iniziano a capire che la lotta al surriscaldamento globale può davvero far risparmiare denaro e corroborare le economie. Mentre i costi previsti del cambiamento climatico sono incalcolabili, il segnaprezzo per combatterlo può essere ben più basso di quanto chiunque di noi possa aver immaginato. Alcune stime collocano tale costo al di sotto dell’1% del prodotto interno lordo globale – un prezzo davvero contenuto per la conduzione di una guerra globale. Una notizia incoraggiante è che già esistono o si stanno elaborando tecnologie per rendere più puliti e più efficienti i nostri processi di combustione dei carburanti a base di idrocarburi e per impiegare la forza rinnovabile del sole, del vento e delle onde marine. Il settore privato, in particolare, si sta impegnando a capitalizzare tutto ciò che viene riconosciuto come un’opportunità economica su vasta scala. In tutto il mondo, nazioni, città, organizzazioni e imprese ricominciano a guardare alle opzioni di scelta “verdi”. Alle Nazioni Unite, io ho dato istruzioni affinché il piano per il rinnovo del nostro quartier generale di New York segua precise linee guida nel rispetto dell’ambiente. Ho anche chiesto ai vertici esecutivi di ogni programma, fondo e agenzia specializzata ONU di ridurre rapidamente il consumo di idrocarburi. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente ha promosso un programma neutrale per l’ambiente - CN net - per stimolare questa tendenza in crescita. I suoi membri inaugurali, che comprendono paesi, città e imprese, sono i pionieri di un movimento che credo si pronuncerà in modo sempre più chiaro sui temi ambientali, politici ed economici e sulle strategie da adottare per le decadi a venire. l messaggio della Giornata Mondiale per l’Ambiente 2008 è che facciamo tutti parte della soluzione. Che voi siate singoli individui, un’organizzazione, un’impresa o un governo, sono molti i passi che potete compiere per ridurre la vostra impronta ecologica. È un messaggio che noi tutti dobbiamo prenderci a cuore."

Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite
(UNRIC, Bruxelles)
http://www.unep.org/wed/2007/english/


La foto in alto a sinistra - Ghiacciaio continentale Perito Moreno - è stata scattata durante la spedizione in Patagonia del 2005.

venerdì 13 giugno 2008

L'ORRORE DI DUNWICH

Erano forti, come i borbottii ed i tuoni al di sopra dei quali echeggiarono, ma non provenivano da alcun essere visibile. E, poiché l’immaginazione poteva far congetturare che la loro fonte si trovasse nel mondo degli esseri invisibili, la folla assiepata ai piedi del monte si strinse insieme ancora di più, strizzando gli occhi, come attendendosi un colpo. “Ygnaiih…ygnaiih…thlfthkh’ngha… Yog-Sothoth…”, vibrò l’orripilante gracido fuori dello spazio. “Y’btnk… h’ehye…n’grkdl’lh…” Quella specie di voce a quel punto parve esitare, come se stesse avendo luogo una qualche terribile lotta psichica. Henry Wheeler aguzzò gli occhi nel cannocchiale, ma vide solo tre figure umane che si stagliavano grottescamente sulla cima, mentre il loro incantesimo procedeva verso il culmine.

L'orrore di Dunwich, cap.8, paragrafo 4.
I Miti di Cthulhu
, Howard Phillips Lovecraft (edizioni Newton)


Immagine tratta da: willoworld.googlepages.com/liberinvocationis

mercoledì 4 giugno 2008

NUCLEAR STRIKE

Quando Massimo D'Alema era Ministro degli Esteri del Governo Prodi, propose un "baratto": coinvolgimento della Slovenia nei progetti di rigassificatori a Trieste e nel golfo, in cambio della partecipazione dell'ENEL al raddoppio della centrale nucleare di Krsko, cittadina slovena a 130 km in linea d'aria da Trieste.

Bruxelles, mercoledì 4 giugno 2008 ore 17.38 - la Commissione Europea annuncia di aver ricevuto una segnalazione di un incidente proprio in quella centrale nucleare (fuoriuscita di liquido dal sistema di raffreddamento principale), spiegando che è stata attivata la procedura di emergenza Ecurie-Euratom, che prevede che gli Stati membri informino la Commissione Europea e tutti i Paesi partner potenzialmente interessati a contaminazione radioattiva, e dove ce ne fosse l'esigenza, di adottare misure di protezione per le popolazioni esposte al rischio radiologico e nucleare.

In un momento della nostra storia dove in Italia si rilancia il nucleare con la scusa di rendere il Paese indipendente dal punto di vista energetico, ai nostri confini accade e riaccade l'ennesimo incidente nucleare. E' vero, l'Italia è circondata da centrali nucleari, ma ciò non giustifica che si debbano costruire nuove centrali per fare un favore alla potentissima lobby nucleare che in questi anni ha spinto per il ritorno all'atomo. Si parlava di centrali di terza, o addirittura di quarta generazione, ora sembrerebbe invece che a causa della fretta imposta all'attuale Governo Berlusconi ci si orienti a costruire queste centrali nucleari a fissione (produrebbero scorie radioattive) entro cinque anni, quindi entro il 2013, se non ho fatto male i conti. Che dire poi del deposito unico che riemerge come un pesce mezzo vivo e mezzo morto? L'astuzia dell'accoppiata Prodi-Berlusconi-Veltroni è così meravigliosa che hanno addirittura aperto un'autostrada a questo disegno: il Segreto di Stato che ora è esteso anche a questo tipo di infrastruttura strategica-energetica, il tutto nell'interesse dei supremi e imprescindibili interessi dello Stato.
Nel frattempo, personaggi come Vespa potranno dire: "Visto? C'è stato un incidente ai nostri confini! Fate le centrali nucleari!"

L'immagine in alto è tratta da: uranioimpoverito.blogspot.com



domenica 1 giugno 2008

L'ASSIOMA DI CIVITAVECCHIA

Avevo promesso agli amici dei comitati Cittadini Liberi e Alto Lazio, che si stanno battendo contro la riconversione a carbone della centrale Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, di dedicare un post alla loro causa, che a questo punto non può che diventare la nostra di causa. Dalla Basilicata, al Lazio, alla Puglia, la storia è sempre la stessa: un sud del mondo sempre più sacrificato per realizzare mega centrali inquinanti che impediscono uno sviluppo alternativo che guarda alle vocazioni turistiche, agricole e ambientali dei territori. Invece, i signori padroni del mondo, in questo caso l'ENEL, decidono di voler stravolgere il quieto vivere di cittadini, che si trovano sempre più spesso a fare i conti con i fantasmi della morte. Si, la morte, quella che ti sorprende quando meno te l'aspetti, o per lo meno così dovrebbe essere.
Quando gli stessi oncologi parlano di casi di leucemie connessi a cause esterne, ambientali, e non a cause genetiche c'è da stare davvero poco allegri. E' proprio quanto emerso dal documentario visto e rivisto "Cittadini contro il Carbone - Alto Lazio come Brindisi". Il Prof. Giuseppe Serravezza (Oncologo della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori) definisce "assioma dell'oncologia" il dato che il 90% dei tumori sono di causa ambientale, mentre solo una piccola parte (il 4-5%) hanno un carattere di tipo genetico.
Se pensiamo che l'Alto Lazio con i suoi 7240 Megawatt è definita l'isola energetica più grande d'Europa e che in quel territorio sono presenti 4 gruppi termoelettrici alimentati a olio combustibile e 8 gruppi a turbogas, l'assioma enunciata dal Prof. Serravezza si rafforza con la presenza di impianti inquinanti che determinano un grande impatto ambientale e sulla salute dei cittadini residenti.
Le mani dei politici, si sa, sono legate alla potenza energetica degli interessi di parte, ma la salute dei cittadini, l'ambiente, l'agricoltura e lo stesso turismo dell'area non possono essere svenduti come merce a basso costo; se poi i Governi estendono il "Segreto di Stato" anche per questi sporchi impianti energetici, allora significa che loro hanno deciso la nostra di morte, quella che a questo punto non può che giungere da un momento all'altro senza alcuna pietà.

A sostegno dei Comitati Cittadini Liberi e No Coke Alto Lazio
Blog: noalcarbone.blogspot.com - nocoketarquinia.splinder.com

LEGGI IL COMUNICATO DELLA OLA

In alto, immagine di Luca Cerquatella