Ho imparato così tanto da voi uomini...Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. [Gabriel Garcìa Màrquez]

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giovedì 27 marzo 2008

OTTIMISMO LEOPARDIANO

Giacomo Leopardi, con il suo pessimismo storico, affermava che con le scoperte della ragione la natura aveva ispirato gli uomini a scoprire la vanità delle illusioni. Sicuramente Leopardi aveva ragione da vendere, anche se personalmente mi ritengo un moderato ottimista. Certo che non posso affermare ciò alla notizia di un eventuale commissariamento del Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri e Lagonegrese gia per esso sconvolto da oltre un decennio di estrazioni petrolifere ad ampio spettro.
Il Direttore generale del Ministero dell'Ambiente, Aldo Cosentino, ha annunciato massima attenzione al parco per l'inevitabile rapporto con il petrolio, con particolare riferimento al percorso dell'oleodotto che dovrà collegare i pozzi di Calvello al Centro Oli di Viggiano. Sulla stessa linea l'Assessore all'Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, che tra le altre cose, approfittando del momento elettorale fa uscire dal cilindro magico dei "Maghi di Oz" il bando per il monitoraggio ambientale e sismico della Basilicata all'emmental, in virtù del Protocollo di intesa ENI-Regione Basilicata in materia di estrazioni petrolifere sottoscritto nel lontano 2000. Otto anni dopo, a parco istituito, con il picco di Hubbert raggiunto per il giacimento della Val d'Agri, con pozzi e oleodotti realizzati dentro il perimetro del parco, con gli operatori turistici che mostrano tutta la loro scetticità sulla convivenza parco-petrolio; ebbene si, il monitoraggio che sarà avviato con i soldi del petrolum ci dirà forse che sarà tutto a posto? Che d'ora in poi le popolazioni potranno vivere tranquille sotto nessuna "onda sismica"?
Aldo Cosentino, l'uomo della protezione della natura, intende imprimere una svolta all'iter del parco in vista di importanti scadenze imposte dalla legge quadro in materia. Nel servizio del Tg3 Rai di Basilicata del 26 marzo è emerso proprio questo, con il buon De Rosa, l'homo petrolum della RAI, che nel suo ed impeccabile servizio afferma: "Probabile la nomina di un Commissario". Passiamo quindi dal parco che non c'era, ma che ora c'è, al Presidente che non c'è..
Infine, il riferimento al mondo ambientalista tutto mobilitato, tranne per coloro che non sanno nemmeno cosa significhi la parola mobilitazione, è chiaramente a Legambiente e al WWF riesumato dal suo Presidente regionale, Vito Mazzilli, che è comunque ricordare uno di coloro che fece parte del gruppo di lavoro di Fontana del Pastori. Il buon Mazzilli parla di governo del territorio, ma forse non sapeva ancora che si agitavano gia gli spettri dell'ipotesi del Commissario, che a questo punto diventa l'ennesima beffa e quindi la continuazione di un iter lumaca che prende vie sempre più lontane possibili e immaginabili.

Nota: su suggerimento di Antonio, che ringrazio, riporto la
norma transitoria contenuta dal Decreto del parco all'art 11. Essa recita: " nelle more dell'entrata a regime dell'ente Parco, i pareri per i progetti e gli strumenti di pianificazione di cui agli articoli 6, 7 e 8 sono ricompresi nelle rispettive procedure autorizzative espletate ai sensi dell'art. 142, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42". Cosa significa questa norma transitoria? Essa rinvia ai pareri su Piani e progetti che rilasciano le Regioni (e non lo Stato o per esso l'Ente Parco) per quei territori del parco compresi nei Piani Territoriali Paesistici. In parole povere "fatto il Decreto ecco l'inganno".

Nell'immagine in alto: Alfonso Pecoraro Scanio

domenica 23 marzo 2008

REST IN PEACE

Quando nel 2006 insieme ad un gruppo di amici decidemmo di fondare un cartello e coordinamento di associazioni, movimenti, comitati e cittadini dal nome OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) molti pensarono alla nascita di una nuova ed ennesima associazione ambientalista.
Così non fu e così non è: la OLA non ha ne iscritti e ne tesserati, come invece si vorrebbe far credere.
Decidemmo di cominciare con il Manifesto, il nostro "statuto" per eccellenza, cuore pulsante che oggi corre veloce come il motore di una locomotiva. Bene, questo cuore ha toccato la coscienza di molti cittadini della Lucania, terra di lupi e di boschi, che hanno dovuto sottostare ai "diktact" petroliferi e gassiferi che risalgono ai primi del '900, quando il primo pozzo petrolifero denominato "Tramutola" gia pompava oro nero poi chiuso perchè era finito clamorosamente il petrolio (mentre si sapeva del grosso giacimento petrolifero della Val d'Agri). Ne sa qualcosa Giacomo Matteotti, fatto fuori per aver ficcato il naso in un affare che stava "larvando", in attesa dell'invasione coloniale degli anni venturi.
Ma veniamo ai giorni nostri, quelli in cui una classe politica e dirigente lucana soccombe ai voleri delle compagnie: ora più che mai intenzionate a trivellare ovunque con il petrolio ormai giunto sopra i 100 dollari al barile.
Le accuse di allarmismo che ci giungono, dopo che OLA ha informato i lucani delle prossime trivelle in costa jonica, sono l'evidente risultato che il "vaso di pandora" è stato scoperchiato. La tremarella e lo stato confusionale dell'assessore all'Ambiente, anzi, dell'assessore agli Idrocarburi della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, mi appare come l'ennesimo tentativo di tacciare gli attivisti, che lavorano per preservare quel bene comune che si chiama "terra" contro ipotesi del "rest in peace" (riposa in pace), come una sorta di delinquenti impazziti che hanno perso il senso della ragione.
E' grave quanto sta accadendo, e personalmente credo che il destino di ogni lucano non può e non deve essere deciso senza un serio confronto democratico con le popolazioni interessate. A questo punto, da questi signori, che ci ricordano che sono stati eletti dai lucani, c'è da aspettarsi veramente di tutto.

p.s. nella parte a destra del blog, nell'elemento di pagina "Iniziative", ho inserito un banner dal sito Oil-Price.net relativo alle variazioni giornaliere del prezzo del petrolio greggio.

L'immagine in alto rappresenta il varco dell'oltretomba.

giovedì 20 marzo 2008

NO, I CAN'T

Vi propongo la vignetta realizzata da Giovanni Caressa che ha ben colto il messaggio. Grazie Giovanni.


Lo avevo più volte annunciato e scritto, questa volta dopo 12 anni di lungo precariato, non posso esimermi nel dichiarare espressamente che il 13 e 14 aprile non mi recherò alle urne per votare. La decisione è definitiva in virtù della notizia spiacevole appresa oggi pomeriggio dopo la telefonata al numero verde dell'INPS, dove ho appreso che passerò la Pasqua al verde: "i termini della mobilità di disoccupazione si sono esauriti con l'ultimo pagamento di febbraio 2008". Questa, la mazzata ricevuta al 20 marzo in attesa che il progetto Vie Blu decolli definitivamente.
Sono ormai quasi due anni che vivo in una situazione di "degrado assistito" da questi ammortizzatori sociali che, comunque, erano l'unica fonte di reddito per poter andare avanti dopo la spiacevole esperienza lavorativa presso la SMA, con cui ora sono in causa per inadempimenti contrattuali da parte dell'azienda. Come me altre 777 famiglie lucane stanno vivendo una condizione che tange pesantemente la soglia della povertà.
Tremonti nel "Porta a Porta del Vespone" propone la ricetta del 3permille
da destinare alle famiglie disagiate o poverelle; quelli del Partito Democratico (che sono riusciti ad invadere anche il mio blog con gli spazi pubblicitari!!) parlano di salario minimo di 1000 euro mensili; dall'Arcobaleno il nulla, perchè sono prossimi all'estinzione totale; dalle altre coalizioni non vedo segnali incoraggianti.
Per carità, a me non piacciono ne Veltroni ne Berlusconi perchè essi sono la continuazione di un sistema di fare politica troppo vicino ai poteri forti, con una sinistra, quella dell'Arcobaleno, ancora a rimurginare sul Governo Prodi con tantissimi giovani precari e disoccupati delusi, molti dei quali aggrappati all'incatesimo illusorio del "Yes, We Can" del nuovo Veltroni.
Ma torniamo alla mia situazione che spero non vi renderà noie.
A mio modo di vedere, altre responsabilità di questa ennesima disfatta lucana, sono da imputare ai Sindacati: CGIL (a cui sono iscritto ma prossimo nel mandarli al diavolo!), CISL e UIL. Tempo fa, un sindacalista della CGIL disse a noi "mobilitati" che se le attività lavorative non sarebbero cominciate per luglio 2007, avremmo dovuto "sputarlo" in un occhio! Siamo a fine marzo senza alcun sostentamento e nulla traspare dalle sagge bocche di questi signori.
Ora, non mi si venga a dire che tanto sarò ri-assunto, perchè quello che io denuncio è il modo con cui è stata gestita la vicenda degli ex-SMA: restare senza una mensilità, seppur con l'assurda logica assistenzialista, equivale a mettere la dignità delle persone sotto i piedi.
Concludo questo "amaro post lucano" augurandovi una Buona Pasqua con la speranza di non ritrovare ancora l'ennesimo uovo marcio, altrimenti sarò per davvero costretto a lanciarlo al primo candidato che mi verrà a chiedere il voto.

TOPI E CONDANNATI
di Rocco Scotellaro

Solo le lire che abbiamo spaccate!
Poveri siamo e poveri siamo stati,
domani ci ficcano dentro, nell'inferno.
Ma, diteci, si salva nell'occhio dei mendicanti
l'uomo piccolo e torto, cui comandano
di scarnare le strade dai pidocchi che siamo?
Loro non pensano e lui, l'uomo piccolo e torto,
che i topi sanno tacere alla luce del giorno:
hanno voglia di accendere le lampade,
di mettere la pasta avvelenata!
Stanotte turberemo il loro sonno.

L'immagine dell'uovo di Pasqua è tratta dal blog: VivaPotenza

martedì 18 marzo 2008

SPETTRI RADIOATTIVI

Con lo spettro del ritorno al nucleare, tra favorevoli, oppositori (me compreso!) e possibilisti, ritorna in primo piano la questione del deposito unico per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. E' notizia di questi giorni che con specifico decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, si è dato il via alla costituzione del gruppo di lavoro che dovrà occuparsi "dell'individuazione della tipologia, delle procedure e della metodologia di selezione dirette alla realizzazione sul territorio italiano, di un centro servizi tencologico e di ricerca nel settore dei rifiuti radioattivi". Insomma, di un sito unico per lo smaltimento delle scorie nucleari.
La lezione di Scanzano ha di certo sortito un cambio di strategia incentrata, questa volta, su una concertazione con le regioni, comuni e relative popolazioni. La costituzione di questo gruppo di lavoro è considerata come la "prima risposta" al probema della "messa in sicurezza" dei rifiuti radioattivi, che ricordo anch'essi sono voce nella nostra bolletta e che contribuiamo quindi a finanziare in maniera indefinita.
Il disegno di realizzare un deposito unico nazionale per le scorie nucleari non è affatto ipotesi accantonata, anzi nel nome dei "pimbysti" diventa realtà ogni giorno che passa.
Nel decreto si parla di allocare i rifiuti di seconda categoria in maniera definitiva, mentre in via temporanea quelli di terza. Si parla di "metodo" con un occhio alle infrastrutture tecnologiche per il trattamento e la gestione dei rifiuti nucleari in termini di ricerca.
Tempo fa, dopo la mobilitazione di Scanzano Jonico, un'amico molto informato mi disse che il sito lucano fu individuato anche per realizzare un grosso centro di ricerca, che avrebbe portato posti di lavoro: una sorta di laboratorio di ricerca forse unico al mondo! Potete immaginare la mia reazione..
Calanchi lucani - foto di Antonio Bavusi

Ora però mi corre l'obbligo di ricordare ai lor signori amministratori regionali che attendiamo ancora la proposta di istituzione del Parco regionale dei Calanchi, richiesta anche dal sottoscritto durante l'incontro sulla Rete Natura 2000 in regione alla presenza di WWF e Legambiente. L'istituzione del parco eviterebbe maldestre intenzioni di individuare proprio nell'area dei Calanchi lucani il deposito unico, area che in passato è stata oggetto di studi e di chissà quale altra diavoleria.

Per approfondimenti: Sito unico, costituito il gruppo di lavoro
Altri post tematici: Traffico radioattivo in Basilicata

domenica 16 marzo 2008

IL GIOCO DELLA FALCE

Foto di Franco Pinna [1959]

"I mietitori avanzano al suono della zampogna, mimando la mietitura: si muovono a ritmo, come se danzassero, oppure si arrestano improvvisamente..ben presto la pantomima si complica: i mietitori fanno le viste di combattersi tra loro, variamente raggruppandosi a due o a tre, ed eseguendo con la falce varie figure antagonistiche..con la punta della falce lo spogliano.."
[Ernesto De Martino]


GIOVANI COME TE

Quanti ne fissi negli occhi
superbi della strada, erranti
giovani come te.
Non hanno in ogni tasca
che mozziconi neri
di sigarette raccattate.
Non sanno che sperdersi
davanti alle lucide vetrine
alle dicende dei bar
ai tram in rapida corsa
alla pubblicità
padrona delle piazze.
Tanto perché il tempo si ammazzi
cantano una qualsiasi canzone,
in cui si chiamano fuorviati, si dicono
amanti del bassifondo
e si ripagano di comprensione.
Una canzone è per covare insano amore
contro le ragazze cioccolato
che sono un po' le stelle sempre vive
che sono la speranza
d'una vita sorpresa in un sorriso.
E quanti, ma quanti
vorrebbero la luna nel pozzo
una loro strada sicura
che non si rompa tuttora nei bivii.
Quando compiono un gesto il solo gesto
son lì coi mietitori
addormentati ai monumenti
che aspettano la mano sulla spalla
del datore di lavoro.
Sono coi facchini di porto
contenti della faccia sporca
e le braccia penzoloni
dopo che il peso è rovesciato.
Son sprofondati talvolta in salotti
a far orgia di fumo e d'esistenzialismo
giovani malati come te di niente.
Spiriti pronti a tutte le chiamate
angeli maledetti
coscritti e vagabondi,
compagni dei cani randagi,
la nostra è la più sporca bandiera
la nostra giovinezza è
il più crudo dei tormenti.
Or quando la terra accaldata
ci mette addosso la smania del fuoco
nei lunghi meriggi d'estate,
è tempo di crucciarsi
di dir di sì all'Uomo che saremo
e che ci aspetta
alla Cantonata
con falce e libro in mano!

Rocco Scotellaro

giovedì 13 marzo 2008

NELLE MANI SBAGLIATE

Il 1 giugno 2006 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali propose alla speciale Commissione UNESCO i siti paleolitici di Notarchirico e Loreto (a circa 8 km da Venosa) insieme al sito La Pineta (Molise), per l'eleggibilità a Patrimonio mondiale dell'umanità. Cosa è successo da quel momento in poi pochi ne sono a conoscenza. Io proverò a parlarne seguendo il filone delle diverse iniziative promosse dall'associazione ambientalista Accademia Kronos di cui sono membro del Direttivo nazionale e referente per la Basilicata.
Proprio a Notarchirico e Loreto sono stati rinvenuti i più antichi resti umani presenti in Italia riferibili all'homo erectus che qui avrebbe cominciato a costituire i primi insediamenti in grotta. A Notarchirico, giacimento scoperto nel lontano 1979
dall'Istituto di Paleontologia Umana, sono presenti 11 livelli stratificati comprendenti un periodo da 600.000 a 300.000 anni fa, dove è stato rinvenuto il femore destro della cosiddetta "Lucy Venosina". Gli scavi proseguirono negli anni successivi e furuno condotti prevalentemente dal team del Prof. Marcello Piperno in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Basilicata e il Comune di Venosa. A tutt'oggi però gli scavi sono fermi per una serie di problemi che hanno depotenziato l'immenso valore dei due siti conosciutissimi negli USA, in Germania e in Francia, e non solo.
La cosa sconcertante è che sia il Comune di Venosa, che la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Basilicata e la stessa APT (Agenzia di Promozione Turistica) in questi anni hanno fatto ben poco per creare i presupposti di raggiungimento dei criteri di eleggibilità indicati dalla Commissione UNESCO. Infatti Notarchirico e Loreto, con La Pineta ad Isernia, rappresentano il "The Lower Paleolithic Palaeosurfaces at Isernia-La Pineta and Notarchirico", il paleolitico inferiore del medio pleistocene meglio conservato in Europa.
Non sono bastati articoli su giornali e riviste, gli appelli al Comune di Venosa e APT, aver aperto una pagina web sul sito di Accademia Kronos (mentre il Comune di Venosa non lo ha fatto!) per stimolare gli enti preposti ad intraprendere iniziative culturali, giornate di studio: la creazione di un circuito culturale integrato attraverso il coinvolgimento di associazioni, comitati, movimenti, Soprintendenza, Comune di Venosa e APT. Niente di tutto questo, solo immobilismo mummificato nelle stanze dei Palazzi. Dico ciò perchè alla richiesta sacrosanta
di riaprire gli scavi avanzata dal Sindaco di Venosa Carmine Miranda Castelgrande al precendente Soprintendente Antonio Giovannucci, ora sostituito dal "venosino" Massimo Osanna, mi sembra caduta nel dimenticatoio dell'indifferenza.
Vignetta di Ca-Gi

A Venosa poi, sento parlare di cultura, di cinema, di libri, di filosofia sopratutto tra i giovani e mi chiedo come mai questa "risorsa" così importante non venga valorizzata dai tanti "venosini attivi", dai Forum e dai Centri di aggregazione giovanili, da un'assessore al Turismo e Programmazione Giovanile tale Roberto Preite, mio coetaneo, che tra le altre cose mi contattò qualche mese fa in maniera fugace.
Concludo il post citando la parte finale della lettera-appello inviata il 30 novembre 2006 a tutto il Consiglio comunale di Venosa:
"Sperando di aver sollecitato un tema importante per lo sviluppo e la cultura della nostra città, con l'occasione è gradito porgere cordiali saluti, restando a disposizione per la creazione di un Comitato che dovrà seguire l'iter e lo sviluppo delle iniziative per Notarchirico e Loreto." [Vito L'Erario, Presidente di Accademia Kronos Basilicata]

domenica 9 marzo 2008

ZERO IN CONDOTTA

Ogni volta che si parla di Basilicata in televisione non traspare mai niente di buono.
Nella trasmissione di Michele Santoro di Anno Zero di giovedì 6 marzo si è parlato del petrolio in Val d'Agri, di uno sviluppo mancato, dell'emigrazione giovanile, dell'inquinamento di una valle che resta comunque straodinariamente unica. Una Basilicata che ne esce a pezzi, a mio modo di vedere. Ma purtroppo questa è la realtà di quelle verità che i nostri amministratori hanno sempre tenuto nascoste. Personalmente sono indignato per come il petrolio abbia portato il non-sviluppo in una terra con meno di 600mila abitanti, dove esiste un movimento di opinione critico che viene tacciato di Nimbysmo, di otruzionismo allo svilippo, di estremismo.
I signori della politica poltronifera hanno permesso e permettono il saccheggio della Basilicata, e questo non è più accettabile. Enrico Mattei ha pagato con la propria vita le sue tesi "democratiche" del 50 e 50, e i risultati sono che oggi la Basilicata si accontenta di un misero 7% di royalities con giovani disoccupati e precari che emigrano e anziani che lottano, che disperatamente si arrabbiano d'inanzi alle telecamere di Anno Zero.
Una vergogna all'italiana che deve avere dei responsabili, ma come al solito "passata la tempesta il tutto ritornerà nei cassetti del dimeticatoio".
Mi sono rattristato nel vedere quei giovani al bar, nel fare filosofia, ad aspettare "Crist cu u panaridd", un lavoro calato magari da qualche azione di lecchinaggio, perchè questa è la realtà lucana, caro Presidente De Filippo!!
Vignetta di Giulio Laurenzi www.iltratto.splinder.com

Meno male però che dopo 15 anni il nuovo Parco, che di Val d'Agri non ha proprio nulla, è una realtà che però dovrà fare i conti con la convivenza con il petrolio: pozzi e oleodotti di collegamento esistenti e operativi, in barba a quanti hanno negato e negano la loro esistenza nell'area protetta di recente costituzione, la ventiquattresima per la precisione.
Ora serve maggiore impegno, un atto di responsabilità da parte di tutti, a cominciare dalla richiesta di moratoria per le nuove richieste di ricerca ed estrazioni che ora minacciano anche l'area nord della Basilicata, il Vulture-Melfese. E' notizia di questi giorni che l'ENI intende trivellare a San Fele, concessione omonima che potrebbe riaprire ulteriori strade.
Ma per favore, non dite nulla agli americani, altrimenti potrebbero esportarci la loro democrazia...



domenica 2 marzo 2008

INTELIGHENTIA SUPERBIA

E' un po di tempo che scrivo post al sapor aglio e peperoncino, dalle conseguenze devastanti per la mia parola che stenderebbe anche un esercito di elefanti, anzi degli estinti mammut.
Nella giornata di sabato 1 marzo, a Ferrandina, si è consumato l'ennesimo scontro con discepoli dei coloni di Catan, che sembrerebbero riesumarsi e vestire ora i panni della favola arcobaleno. Si sa, dopo la tempesta c'è l'arcobaleno. In realtà trattasi di trombati della politica non ancora sazi e pronti a rimettersi in gioco, o quanto meno, a buttarsi dentro un piatto di cotiche e "munachedde".
A Ferrandina si è parlato di energia, delle aspettative del nuovo piano energetico regionale che ci verrà spiattellato a giorni, almeno si spera. Qualche breve considerazione sui lavori è doverosa, alla luce di quanto è emerso dai lor signori organizzatori che hanno dimenticato, forse volutamente, di inserire nelle cartelline per i convegnisti anche il documento della OLA, invitata a partecipare e ad interventire con gli ottimi Felice Santarcangelo e Pietro Dommarco. Una sviolinata da parte del signor Palumbo del Forum Ambientalsta da censurare negli archivi delle nostre menti, sempre più laboriose nel continuare il lavoro di informazione che ci ha distinti in questi due anni di attività. Si è persa un'occasione per creare un confronto tra i movimenti e le personalità intervenute. Questo non è accaduto.
Lode alle parole del Vice Presidente Commissione Clima dell'Unione Europea, Roberto Musacchio, che a mio parere è stato bravo nell'aver affrontato con cognizione critica la questione dei CIP6 e qundi dei finanziamenti agli inceneritori, che
secondo molti esponenti della politica e del giornalismo nostrano, sono la soluzione ai problemi dei rifiuti. Inoltre Musacchio è stato chiaro sulle procedure di infrazione che l'Italia continua a perseguire inopinatamente. Una critica forte anche alle politiche inapplicate sulla raccolta differenziata, riclaggio e riuso dei rifiuti. Un bravo anche a Miko Somma del Comitato No Oil di Potenza, che personalmente ammiro per la sua tenacia e competenza dimostrata in più occasioni.
Ma veniamo ai lor signori presenti con cui mi sono imbattuto in una discussione accesa su energie rinnovabili (in particolare sull'eolico), petrolio e aree protette.
Nella pausa pranzo, il Prof. Canio Lagala, illustre personaggio ed ex sindaco di Venosa, nel discutere di incentivi dello Stato alle società eoliche, ha voluto imbattersi in una discussione che ha evidenziato ancora una volta quanto siano distanti certe posizioni. Il Prof. Lagala, pieno sostenitore di eolo selvaggio, non ha voluto sentir ragioni quando gli ho ricordato che l'affare delle "pale rotanti" gira intorno ad un piatto ricco di soldini chiamato certificati verdi, fuori da regole (paesaggio, aree protette, ventosità dei siti) e senza un Piano energetico nazionale. Ma il Prof. Lagala ha dato il meglio di se quando gli ho ricordato che in Italia si realizzano impianti eolici in siti dove non c'è vento a sufficienza per far girare le pale eoliche che tanto piacciono. Apriti cielo! Secondo il Prof. Lagala dovrei stare zitto ed evitare di parlare per non fare brutte figure! Peccato che il Professore non sa che i
venti devono spirare almeno 200 giorni l'anno con una velocità superiore ai 6,5 m/s per giungere a sfruttare i 2 Mw di potenza nominale di ciascuna turbina, questo per consentire agli impianti di produrre energia elettrica in modo continuativo. Questi, sono dati dell'ENEA e non di Vito L'Erario, semplice cittadino informato ma non certamente studente del Prof. Lagala, che a questo punto farebbe meglio nel continuare ad occuparsi di Welfare, visto che "spopolandia" continua la sua inesorabile ascesa.
Altro soggetto a cui non mi districherò nel criticare è Pio Acito di Legambiente, uomo tanto sensibile ai terremoti che è riuscito nella sua carriera a prendersi anche il titolo di Disaster Manager. Che bravo! Trattasi di altro trombato della politica, che mi chiedo che ci faceva a Ferrandina! Lui, che si autocandida a Direttore del nuovo Parco nazionale della Val d'Agri a rappresentare un'associazione ambientalista come Legambiente, con il suo presidente De Biasi che nega l'esistenza di pozzi di petrolio nel parco. E poi, come non condannare la fatidica frase "tu non sai chi sono io.." rivolta all'amico Pietro Dommarco.. Un'intimidazione? Io penso proprio di si, perchè a Legambiente sono capaci di tutto, anche di spadroneggiare con l'arroganza e la superbia di chi si sente onnipotente all'ennesima potenza.

Due segnalazioni importanti:

Comunicato OLA (richiesta moratoria nuove estrazioni petrolifere)

Vignetta di Ca-Gi (Caressa Giovanni)


Nell'immagine in alto: rapprensentazione della superbia - Cattedrale di Chartres