Giacomo Leopardi, con il suo pessimismo storico, affermava che con le scoperte della ragione la natura aveva ispirato gli uomini a scoprire la vanità delle illusioni. Sicuramente Leopardi aveva ragione da vendere, anche se personalmente mi ritengo un moderato ottimista. Certo che non posso affermare ciò alla notizia di un eventuale commissariamento del Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri e Lagonegrese gia per esso sconvolto da oltre un decennio di estrazioni petrolifere ad ampio spettro.Il Direttore generale del Ministero dell'Ambiente, Aldo Cosentino, ha annunciato massima attenzione al parco per l'inevitabile rapporto con il petrolio, con particolare riferimento al percorso dell'oleodotto che dovrà collegare i pozzi di Calvello al Centro Oli di Viggiano. Sulla stessa linea l'Assessore all'Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, che tra le altre cose, approfittando del momento elettorale fa uscire dal cilindro magico dei "Maghi di Oz" il bando per il monitoraggio ambientale e sismico della Basilicata all'emmental, in virtù del Protocollo di intesa ENI-Regione Basilicata in materia di estrazioni petrolifere sottoscritto nel lontano 2000. Otto anni dopo, a parco istituito, con il picco di Hubbert raggiunto per il giacimento della Val d'Agri, con pozzi e oleodotti realizzati dentro il perimetro del parco, con gli operatori turistici che mostrano tutta la loro scetticità sulla convivenza parco-petrolio; ebbene si, il monitoraggio che sarà avviato con i soldi del petrolum ci dirà forse che sarà tutto a posto? Che d'ora in poi le popolazioni potranno vivere tranquille sotto nessuna "onda sismica"?
Infine, il riferimento al mondo ambientalista tutto mobilitato, tranne per coloro che non sanno nemmeno cosa significhi la parola mobilitazione, è chiaramente a Legambiente e al WWF riesumato dal suo Presidente regionale, Vito Mazzilli, che è comunque ricordare uno di coloro che fece parte del gruppo di lavoro di Fontana del Pastori. Il buon Mazzilli parla di governo del territorio, ma forse non sapeva ancora che si agitavano gia gli spettri dell'ipotesi del Commissario, che a questo punto diventa l'ennesima beffa e quindi la continuazione di un iter lumaca che prende vie sempre più lontane possibili e immaginabili.
Nota: su suggerimento di Antonio, che ringrazio, riporto la norma transitoria contenuta dal Decreto del parco all'art 11. Essa recita: " nelle more dell'entrata a regime dell'ente Parco, i pareri per i progetti e gli strumenti di pianificazione di cui agli articoli 6, 7 e 8 sono ricompresi nelle rispettive procedure autorizzative espletate ai sensi dell'art. 142, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42". Cosa significa questa norma transitoria? Essa rinvia ai pareri su Piani e progetti che rilasciano le Regioni (e non lo Stato o per esso l'Ente Parco) per quei territori del parco compresi nei Piani Territoriali Paesistici. In parole povere "fatto il Decreto ecco l'inganno".
Nell'immagine in alto: Alfonso Pecoraro Scanio








