sabato 19 dicembre 2009

IL LAGO GRIGIO DELLE TAR SANDS

"Copenhagen è la scena di un crimine climatico, con i colpevoli che scappano verso l'aeroporto, coperti di vergogna." E' una delle frasi che mi ha profondamente colpito sul fallimento del vertice di Copenhagen, una frase di Kumi Naidoo, Direttore esecutivo di Greenpeace International.

Il dopo Kyoto si è rilevato un fallimento totale, alla fine hanno raggiunto un accordo non vincolante, un accordo a soldi, mentre la riduzione della CO2, che doveva essere priorità assoluta, è stata rimandata fra sei mesi in quel di Bonn, così come il Presiedente Sarkozy ha auspicato nella sua missiva. Ma la vergogna nella vergogna è stato il comportamento dell'Italia che si è messa di traverso davanti alle richieste di Francia e Germania che chiedevano una forte riduzione dei gas serra. I francesi e i tedeschi, uniti, chiedevano di aumentare dal 20 al 30 per centro la riduzione dei gas serra entro il 2020, una decisione che abbracciava le linee indicate dal mondo scientifico. L'Italia ha detto no.

Oggi mi è arrivato il trimestrale n.95 di Greenpeace, perchè per chi non lo sapesse ho deciso di essere attivista attivo di questa associazione, nonostante, a mio parere, in Italia ci siano ancora delle lacune di intervento da colmare, soprattutto per quanto riguarda la questione petrolio e suo "system". Alla pagina 9 del trimestrale un articolo di Andrea Lepore intitolato "Sorvolando le Tar Sands", una zona petrolizzata del Canada, a Fort McMurray dell'Alberta settendrionale.
Dopo aver letto questo articolo ho deciso di aprire questo post per "raccontare" i passaggi più importanti che ci offrono riflessione.
Andrea, a bordo di un elicottero, descrive la zona delle Tar Sands in maniera impeccabile. Comincia nel raccontare la presenza di alberi lungo la strada, con l'illusione che quei "indicatori" farebbero presagire la presenza della foresta boreale, ma subito si accorge che così non è. Si ritrova nel sorvolare le sabbie bituminose, una distesa impressionante che ha preso il posto di quelle foreste. Parla di 42mila ettari di "taiga" spazzati letteralmente via, sostituite dalle miniere di sabbie bituminose, da laghi artificiali avvelenati, scavatrici e camion che trasportano sabbie e terra da un posto all'altro. Descrive il puzzo presente, osserva i fumi intensi che escono dalle ciminiere degli impianti, racconta come le acque del fiume Athabaska che attraversa un "oasi" di foresta assume colori oscuri, sintomo di forte inquinamento. L'elicottero sorvola l'impianto della Shell, situato nell'Albian Sands, della Syncrude, si osservano i berretti degli operai con le scritte Shell, Syncrude, BP, Exxon, Total e Suncor.
Le torbide acque di un lago artificiale, usate per le estrazioni, mostra tutto il grigiore, l'odore acre che non ti fa respirare. Andrea racconta che si sentono continui scoppi. Quelle "bombe" sono i cannoni d'aria compressa utilizzati per tenere lontani gli uccelli acquatici e non da quelle acque avvelenate piene di mercurio, arsenico e metalli pesanti. Oltre ai cannoni ci sono anche manichini per spaventare gli uccelli, ma non servono a niente perchè si intravedono migliaia di oche selvatiche stecchite nei laghi grigi, quei laghi della morte.
Altro particolare che Andrea Lepore descrive nel suo articolo è il racconto di Cuki, un'attivista di Greenpeace nativa di una delle comunità più antiche del Canada. Cuki dice che in quei luoghi i casi di tumore, una specie rara, sono al di sopra della media nazionale: le acque di risulta filtrano i terreni e contaminano le acque di falda.

Una storia, questa, non lontana da quello che accade da noi, terra di Basilicata, dove in un capitolo del libro "Vota Antonio" (Arduino Sacco Editore) l'autore Giampiero D'Ecclesiis (geologo ed esperto di idrogeologia) racchiude in una frase il suo pensiero su un caso di inquinamento della sorgente Acqua dell'Abete sotto il pozzo di petrolio Cerro Falcone 2: "E dalla terra sgorgò la merda".

giovedì 17 dicembre 2009

LIBERA RETE IN LIBERO STATO

Si vuole colpire il web, la rete, internet , un mondo a colori dove la libertà di espressione comincia a far paura all'ordine mondiale, al nuovo ordine.
Non mi pronuncerò su quanto accaduto al Presidente del Consiglio perchè mi rifiuto di guardare la Tv degli uomini Delta, quelli che sanno manipolare le menti, fregarci con i giochi di prestigio.
Quello che però deve essere fatto è mobilitarsi contro chi vorrebbe imbavagliare il web, con leggi a misura che loro vogliono spacciare nel nome della sicurezza del Paese, o forse dei portafogli in tasca zeppi di banconote dalle sei stelle.
Enzo di Frenna, giornalista e blogger, è un vulcano di idee, l'ideatore di "Diritto alla Rete", il network dei "network per il diritto alla libera espressione e informazione attraverso la rete di internet". L'altro giorno mi è arrivata la puntuale email in cui si proponeva un'azione pacifica contro il provvedimento del Governo, che prima con un Decreto Legge di urgenza - poi ritirato - e successivamente con un Disegno di Legge, si vorrebbe "normare" internet. Tra le proposte, oltre all'oscuramento di siti e/o blog che inneggerebbero all'odio e alla violenza, vi è quella di bloccare le dirette delle Web Tv anche attraverso la tecnica del Livestreaming, relegando la cosa ad un regolamento del Garante delle Comunicazioni. Ma il vero "nemico" da offuscare è il social network più famoso del mondo: Facebook.
Ma veniamo al dunque.
Diritto alla Rete e l'Istituto per le Politiche dell'Innovazione hanno promosso per mercoledì 23 dicembre 2009, a Roma in Piazza del Popolo, un'azione dimostrativa pacifica in cui tutti saremo sdraiati a terra, in silenzio, "contesteremo" con bavagli alla bocca il provvedimento del Governo in discussione in questi giorni, un Disegno di Legge che se si tramuterà in Legge dello Stato limiterà il diritto di espressione e di informazione sul web.
Per chi volesse approfondire, invito a visitare i seguenti link:






domenica 13 dicembre 2009

A-RPAB 51

E' calato il silenzio, niente trapela dai vertici dell'Arpab, dall'Area 51. Strane presenze si manifestano, maghi di Oz fanno magie. Cappelli, cammelli e qualche canguro, popolano le stanze dei bottoni, mentre noi ci stiamo scassando i coglioni.

giovedì 26 novembre 2009

ISOLA FENICE

Quattro mesi di lavoro, quattro mesi per mettere su una "perla" di eterna memoria. Ieri è andato in onda su Current Tv (Canale 130 di Sky) l'inchiesta "Rifiuti Connection" di Vanguard, a cura di Pietro Dommarco e Vito Foderà. Quaranta minuti di immagini, testimonianze, voci e sofferenza che traspare dagli occhi di coloro che con coraggio hanno saputo raccontare e dire i sopprusi di questa terra chiamata Basilicata.
Chi ha visto questa inchiesta non poteva trattenere un filo di emozione alla propria coscienza, seppur sottile, capace di innescare una "rabbia" senza precedenti.
Se penso alla frutta della Val d'Agri, alle verdure della Valle dell'Ofanto irrigate con l'acqua bene comune "privatizzata" dai "maledetti" mercenari dei nostri tempi, acqua priva di tutele, inquinata come le menti di coloro che attraverso il loro silenzio-assenso hanno permesso questo scempio, allora posso categoricamente affermare che viviamo in una regione mafiosa, ove le genti hanno plasmato questo fenomeno pericoloso come i fosfogessi di Tito scalo o come le alte concentrazioni di nickel e mercurio riscontrate nelle falde acquifere di San Nicola di Melfi, ove erge la "potenza energetica" di quel mostro chiamato Fenice.

L'inchiesta "Rifiuti Connection"


martedì 24 novembre 2009

RIFIUTI CONNECTION

INCHIESTE BASILICATA, VANGUARD ITALIA SU RIFIUTI CONNECTION

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - annuncia che mercoledì 25 novembre 2009, alle ore 23:00, andrà in onda su Current Tv (canale 130 di Sky) l'inchiesta Rifiuti Connection, inserita nel programma Vanguard Italia.

Rifiuti Connection - curata da Pietro Dommarco, giornalista freelance e presidente della OLA e Vito Foderà, presentatore di Vanguard Italia - per la prima volta in televisione porterà la questione rifiuti e gli interessi nascosti, proprio come le tonnellate di fanghi industriali e fosfogessi radioattivi interrati nell'ex area industriale di Tito Scalo, a dimostrazione di uno scandalo sotto gli occhi di tutti. Il Vanguard mostrerà falde contaminate e discariche di amianto a cielo aperto, fino alle storie delle vittime dell'asbesto, altra questione irrisolta di portata nazionale.

Tutto questo in un racconto generale della falsa immagine della ?Basilicata isola felice?, dove nel silenzio si nascondono pesanti eredità ed interessi multinazionali legati allo smaltimento dei rifiuti. Un viaggio, dal passato al presente, tra quelle valli (Valle del Basento, Val Camastra, Val d'Agri, Valle dell'Ofanto) che dal sogno di un'industrializzazione chimica e petrolchimica oggi cedono alle mancate bonifiche di due siti d'interesse nazionale (Val Basento e Tito Scalo), all'emigrazione di massa, ai tassi altissimi di inquinamento e alle malattie tumorali.

Un sistema, quello "dei rifiuti connection" - ambientalmente insostenibile per il territorio ed economicamente sostenibile per le lobby e le mafie - che va, appunto dall'ampliamento delle discariche alla contaminazione delle aree industriali, dagli inceneritori camuffati da centrali a biomassa e cementifici al traffico dei rifiuti, nazionale ed anche internazionale.


In occasione dell'uscita dell'inchiesta partirà ufficialmente anche un nuovo progetto giornalistico che prende il nome dall'omonima inchiesta:
www.rifiuticonnection.it, per seguire ed approfondire sistemi ed interessi.

domenica 15 novembre 2009

SONO INKAZZATO NERO

...e tutto questo non lo accetterò più!!



venerdì 13 novembre 2009

CI STANNO UCCIDENDO

"Adda passà a nuttat" dice sempre un mio amico.
Siamo forse giunti al quel "giorno del giudizio" per vedere dietro le sbarre coloro che, in questi anni hanno taciuto sull'inquinamento delle falde acquifere causato dall'inceneritore Fenice-EDF? Voglio, vogliamo vedere in galera coloro che stanno uccidendo le anime e le coscienze dei cittadini residenti nell'area del Vulture-Melfese. Ci stanno uccidendo, da tempo. Ho visto con i miei occhi irrigare campi coltivati, proprio li, a San Nicola di Melfi dove le acque di falda sono inquinate.
Il Comitato Diritto alla Salute di Lavello in questi giorni sta diffondendo un prezioso documento che il Comune di Lavello ha voluto rendere pubblico, a differenza dell'ARPAB, che per bocca del suo Direttore Vincenzo Sigillito, negava conoscienza ai cittadini. Scandaloso, patetico come sono coloro servi di questo sistema, marcio, omertoso, mafioso.
Ecco il testo che ho ritenuto opportuno pubblicare sul mio blog.

I POZZI DELLA MORTE - di Luigi Rizzella

Il Comune di Lavello ci ha inviato i dati relativi al monitoraggio dei 10 pozzi delle falde acquifere di Fenice-EDF, pozzi posizionati nel perimetro dell’inceneritore comunicanti con le falde acquifere sottostanti il territorio di San Nicola di Melfi.

Dalle tabelle dati si evince chiaramente che sin da dicembre del 2007 in tutti i pozzi si trovano alte percentuali di presenze di triclorometano, tricloroetilene, tetracloroetilene, bromodiclorometano e dibromoclorometano e in molti casi (quasi sempre) i limiti fissati dal dlsg 152/2006 vengono di gran lunga superati. Dalle schede chimiche di questi prodotti si evince chiaramente che sono tutti nocivi e possono provocare cancro, sono tossici se inalati, pericolosi per l’ambiente e sono tutti presenti nelle falde acquifere e nei terreni.

Sfogliando le tabelle arriviamo nello specifico e troviamo, sempre in tutti i pozzi, metalli pesanti come cadmio, cromo, rame, nickel, mercurio, piombo e zinco. La cosa che lascia ammutoliti è che si rileva un’elevata presenza di Mercurio e Nickel. ben oltre la norma e riferendoci in particolare a campioni effettuati nel mese di febbraio del 2008, nel pozzo 5 troviamo una quantità di Nikel pari a 1445 ug/l, il valore limite oltre il quali il prodotto diventa pericoloso per l’uomo è di 20 ug/l mentre avvicinandoci di più ai giorni nostri in particolare luglio 2009 sempre nel pozzo 5 il Nickel rilevato era 2195 ug/l (limite 20 ug/l). Stesso discorso dicasi per il Mercurio, dove si rileva un valore di 270 ug/l contro il limite massimo di 1 ug/l 269 volte oltre il limite.

I dati partono da dicembre 2007 e già allora sono stati trovati metalli pesanti in tutti i pozzi. A questo punto dobbiamo chiederci prima del 2007 qual’era la situazione? Da quanto tempo le falde acquifere sono avvelenate? Belle domande peccato che rimarranno senza risposta. Perchè? Ebbene si, perchè dal 2006, tornando indietro nel tempo, non sono stati effettuati campioni o se sono stati effettuati non si sa dove siano andati a finire, quindi non sappiamo assolutamente niente di cosa sia successo negli anni addietro.

In tutta la zona di San Nicola di Melfi ci sono i terreni dei nostri agricoltori dove si coltivano e producono quelle delizie che ci lusingano e ci spingono ad andare a comprare dal parente o conoscente di fiducia in modo da poter dichiarare che mangiamo solo cose sane senza isetticidi e fertilizzanti vari, peccato che siano innaffiate con un pò (e si fa per dire un pò) di Nikel e Mercurio.

Bisogna chiedersi inoltre se sia normale che l’organo preposto a controllare la presenza di inquinamento intorno all’inceneritore sia proprio Fenice-EDF la quale una volta individuato l’inquinamento dovrebbe autodenunciarsi alla Procura e multare! Perchè mai un’azienda come Fenice-EDF dovrebbe spendere tempo e risorse per effettuare controlli seri con la certezza di trovare qualche cosa che esca fuori dai valori standard e che la penalizzi a livello economico?

Per questo dobbiamo batterci per avere una rete di controllo di tutta l’area e parliamo di suolo, sottosuolo e aria che sia autonoma e sopratutto accessibile a chiunque voglia controllare che cosa stiamo respirando, mangiando e bevendo ogni giorno, sarebbe bello che questo avvenisse anche grazie all’ARPAB ente regionale che ha come unico scopo e unica funzione quella di monitorare e controllare l’ambiente cosa che a tutt’oggi risulta non è mai avvenuta.

Comitato Diritto alla Salute di Lavello (Pz)
http://www.comitatosalute.it

domenica 8 novembre 2009

RASSEGNA STAMPA

Informazioni personali

Le mie foto
Viler
Ho aperto un blog per parlare di ambiente secondo il mio punto di vista. Uno spazio era doveroso per le cosiddette pillole sentimentali, elisir per alleviare la furia ambientalista che è in me.
Visualizza il mio profilo completo